^Back To Top

Newsletter

LOGIN
Sign In or Register
Avatar
Not Registered Yet?

Join Now! It's FREE. Get full access and benefit from this site

Accedi

Reset My password - Remind Me My username

Username
Password
Remember me

Mio padre era un arameo errante

I Domenica di Quaresima – C

La nostra professione di fede

Termineremo il nostro itinerario quaresimale nella Veglia pasquale rinnovando la nostra professione di fede battesimale. Il percorso della Quaresima, fatto di ascolto della Parola e di gesti concreti che ci aiutano a far spazio a Dio nella nostra via, termina con la riappropriazione, nella Veglia pasquale, della nostra scelta di Dio e soprattutto della vita nuova che egli sempre ci dona.

Tuttavia l’itinerario quaresimale di quest’anno si apre anche con una professione di fede. Si tratta di una professione di fede particolare il cui linguaggio dovremmo imparare, perché è il linguaggio della Bibbia: sono le parole che Dio stesso mette sulle labbra del suo popolo perché possa esprimere la sua fede in lui, la sua relazione con il suo Dio. Infatti professare la fede non significa primariamente elencare delle verità a cui si dà il nostro assenso razionale, ma annunciare una relazione vitale per la nostra esistenza, quella con Dio.

Si tratta di quel testo del Deuteronomio che viene chiamato «piccolo credo storico». È molto diverso dal nostro «credo», ma attraverso questo testo biblico possiamo cogliere il senso anche della nostra professione di fede. Il testo non dice in cosa il credente crede, ma unicamente ciò che Dio ha fatto per i suoi padri: «Mio padre era un arameo errante». Vengono elencati uno ad uno tutti i passaggi principali della storia della salvezza, gli eventi che Dio ha realizzato per la vita del suo popolo e che hanno costruito e rinsaldato la relazione del Signore con Israele. Si tratta di una professione di fede che è un racconto, ma non il racconto delle cose che io ho fatto per Dio, bensì di ciò che lui ha fatto per me.
È una storia inoltre che non è tutta ripiegata sul singolo. Chi pronuncia la sua professione di fede non dice unicamente e primariamente ciò che Dio ha fatto per lui, ma ciò che egli ha operato per i suoi padri, cioè per il suo popolo. Colui che professa la sua fede si riconosce parte di un popolo e vede la sua relazione con Dio non in modo individualistico, ma come inserita in una storia più ampia nella quale Dio si è sempre mostrato fedele.
È un racconto che ha per protagonista principale Dio. Si distingue una storia umana, simile alla nostra, simile alla storia di ogni tempo: un piccolo gruppo di persone che come «profughi» vanno in una nazione straniera; acquistano potere e rilevanza numerica e per questo vengono perseguitati. C’è poi il male incarnato nell’oppressione del Faraone in Egitto. C’è il grido degli oppressi che sale al cielo e invoca liberazione. In tutta questa storia umana, uguale alla storia che segna ogni generazione umana, si manifesta la storia vista con gli occhi di Dio che ascolta e si prende cura. La storia narrata è la storia di un Dio che ascolta il grido degli oppressi e si prende cura di loro per condurli in un luogo di felicità, «dove scorre latte e miele». È questo il piano di Dio, il suo desiderio per noi: condurci da una storia di oppressione ad una Terra di libertà.
A partire da questa storia, colui che fa la professione di fede, può offrire a Dio il suo dono. Ma soprattutto egli riconosce nei piccoli doni di cui è destinatario, cioè i frutti della terra, la storia di salvezza di Dio che continua e giunge a toccare ogni singola esistenza. Si ricordano i grandi doni di Dio fatti ai padri e poi si riconosce nei semplici doni della terra che quella storia di salvezza continua nella nostra vita.
Si offrono le primizie non perché Dio ne abbia bisogno, ma per affermare che tutto ciò che noi possediamo è dono di Dio ed è in continuità con quella cura premurosa che Dio ha dimostrato nei confronti dei nostri Padri.
Anche per Gesù nel deserto la prova è il luogo della professione di fede. Con le sue parole, tratte dalle Scritture, Gesù professa la sua fede, non tanto come adesione a verità rivelate, ma come certezza di una relazione unica con il Padre che non ha bisogno di dimostrazioni per essere vissuta. In fondo, la prova del tentatore consiste proprio nell’insinuare un dubbio su Dio, come se egli fosse un nostro antagonista e noi dovessimo strappargli, con il ricatto, la sua attenzione verso di noi. Gesù invece, in linea con tutta la fede biblica, è certo che Dio è colui che vuole condurci in una Terra dove scorrono latte e miele.
Già in questa prima tappa del cammino quaresimale siamo quindi educati sul senso della professione di fede. In questa Quaresima anche noi potremmo imparare a professare la nostra fede raccontano, narrando ancora una volta davanti a Dio, la nostra storia della salvezza per affermare una relazione incrollabile perché fondata non sul nostro assenso razionale, ma sulla fedeltà di Dio che non viene mai meno. Sarebbe bello se al termine di questa Quaresima, nella grande Veglia di Pasqua, anche noi, ognuno di noi, potesse fare la propria professione di fede raccontando la fedeltà di Dio e come la sua salvezza si è manifestata nella nostra vita «per condurci in una Terra dove scorre latte e miele».

 

Matteo Ferrari, monaco di Camaldoli

Prossimi appuntamenti

Ven Dic 01, 2017
Ritiro di Avvento per Giovani
Mer Dic 06, 2017
Colloquio Ebraico Cristiano: LA PREGHIERA
Ven Dic 22, 2017
Natale 2017
Gio Dic 28, 2017
Convegno Giovanile & Ospitalità libera
Lun Gen 01, 2018
Epifania 2018
© 2015 Comunità Monastica di Camaldoli | Località Camaldoli, 14 - 52014 Camaldoli (AR)  | +39 0575 556013
Privacy Policy

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Per saperne di più sui cookie che utilizziamo e come eliminarli, vedere la nostra Per saperne di più sui cookie che utilizziamo e come eliminarli, vedere la nostra Privacy Policy.

Accetto l'utilizzo di Cookies da questo sito