- sabato 7 e domenica 8 maggio 2005
Si è svolto, presso il monastero, un mini convegno organizzato dal gruppo "Amici di don Benedetto Calati" in collaborazione con la comunità del monastero sul tema: "Spendersi, ancora?"
Una sinteca presentazione: abbiamo pensato di porre al centro una domanda: Spendersi, ancora?. Può sembrare criptica, ma esprime forse un sentimento e una ricerca che alcuni di noi sentono urgente: se guardiamo indietro, agli anni giovani, dell'università e dell'inserimento nella vita adulta (lavoro, famiglia, politica) ci sembra di ricordare che sentivamo quanto fosse importante (talora doveroso, talora lieto) il progetto di "spendersi" per un grande ideale o progetto. Un "dedicarsi" a qualcosa, non tanto per ricavarne un contraccambio, quanto perché c'era qualcosa di giusto e di nobile da costruire per il futuro. Pensiamo ai temi della giustizia sociale, della partecipazione politica, della liberazione dei tabù, del rinnovamento della chiesa alla conquista di un volto limpido e amichevole. C'era il senso della "vocazione" non tanto da scegliere quanto da scoprire e cui dedicare, in certo senso, la vita.
Il tempo (anche con le sue illusioni e delusioni) e i mutamenti (culturali, politici, religiosi) ci spingono oggi a proporci la domanda "Spendersi ancora?".
In realtà le domande sottostanti sono più d'una:
perché oggi ci poniamo un tale interrogativo? Quale è la nostra esperienza al riguardo? Che cosa voleva, allora, e vuol dire, oggi, "spendersi?"; e come rispondono a queste domande quelli della generazione che oggi ha 50-60 anni rispetto a quella precedente e a quelle successive? Quali ambiti di impegno e quali obbiettivi meritano (o esigono) oggi la dedizione, lo "spendersi?" E in quali modalità (anche facendo tesoro della esperienza passata)? Quali gli orizzonti e gli scenari (civili e ecclesiali) per cui spendersi o lasciarsi spendere? (approccio sociologico/formativo: i luoghi e le forme dello spendersi); (approccio personale e di esperienza di vita: lo spendersi con riserva e il non spendersi, perché non so che significhi). Infine, quale rapporto c'è fra il nucleo permanente di questa domanda e la proposta del Vangelo? (approccio spirituale e di fede: lo spendersi come possibile categoria dell'atto di fede).
* Bilancio dell'iniziativa:
risonanze
- sabato 28 maggio 2005:
la comunità del monastero ospiterà la "Fondazione Giuseppe e Adele Baracchi", la quale, nell'ambito degli incontri sulle "Stagioni della vita" organizza una giornata di riflessioni per giovani studenti del Casentino (la valla nellla quale è situato il monastero).
Per saperne di più:
il programma della gionata
- monastero di Camaldoli: il 26 maggio 2005 la comunità monastica ospiterà il convegno: "Progetto per la salvaguardia del potenziale viticolo del Casentino: presentazione del vigneto, collezione dei vitigni autoctoni casentinesi".
Presentazione: Il Casentino pur non vantando una significativa tradizione viticola, era ricco in passato di numerosi vitigni che contribuivano a caratterizzare il paesaggio della valle con la coltura promiscua a viti "maritate". Solo la dedizione di alcuni anziani agricoltori verso la coltivazione di queste varietà ha evitato fino ad oggi la loro completa scomparsa.
La Comunità Montana in collaborazione con la Cooperativa agricolo-forestale La Mausolea, di proprietà dei Monaci Camaldolesi e con la consulenza scientifica del C.R.A. Istituto Sperimentale per la Viticotura, sezione operativa di Arezzo, ha ritenuto opportuno promuovere un programma di conservazione con la costituzione di una collezione. Il progetto ha anche l'ambizione di testare le potenzialità produttive di questi vitigni per verificare il loro possibile impiego nella moderna viticoltura.