stampa   per stampare questa pagina   imposta margini a 0 chiudi questa pagina




Poiché l'istinto del cuore dell'uomo
è incline al male fino dall'infanzia (Genesi 8:21)
21:8   ëÌÄé éÅöÆø ìÅá äÈàÈãÈí øÇò îÄðÌÀòËøÈéå áøàùéú

  XXIV Colloquio ebraico cristiano di Camaldoli   -   VERITÀ, LIBERTÀ, VIOLENZA
  5 dicembre 2003   DA BABELE A GERUSALEMME: UNA RIFLESSIONE EBRAICA E CRISTIANA
  RICORDO DEL PROF. GIANFRANCO TEDESCHI
  Yoav Dattilo, psicologo e psicoterapeuta, docente e didatta della Società Italiana di Psicosintesi Terapeutica




Ricordo del prof. Gianfranco Tedeschi

prof. Gianfranco Tedeschi con alcune partecipanti al XXIII Incontro Nazionale del Colloquio ebraico cristiano di Camaldoli
prof. Gianfranco Tedeschi con alcune partecipanti al XXIII Incontro Nazionale
del Colloquio ebraico cristiano di Camaldoli

Sono molto commosso di essere qui quest'anno perché c'è una grande assenza qui, in questa sala, oltre che nel mio cuore.

E' l'assenza del prof. Gianfranco Tedeschi, che è stato il mio maestro per tanti anni: una mia guida.

Nel nostro lavoro c'è una sorta di trasmissione personale: non è come un professore che uno può esser anche legato, può essere affezionato.
C'è proprio qualcosa che si trasmette, tanto che alcuni autori hanno paragonato un pochino la trasmissione della arte psicoterapica come la trasmissione degli antichi i cabalisti.

Mi commuove ancora di più perché su questo tavolo vedo il libro dove c'è scritto
"Siate santi perché io sono Santo"
che era una delle frasi più ripetute, più comprese, più portate avanti da anni da Gianfranco Tedeschi.

Lui aveva questo grande messaggio dell' individuazione psicologica e questa sua lettura di ÷ÀãåÉùÑÄéí úÄéåÌ kedoshim tiyù - in ebraico - --- ëÌÄé ÷ÈãåÉùÑ àÂðÄé ki kadosh ani adoshem.
Siate santi, lui diceva: ÷ÈãåÉùÑ kadosh vuol dire separato, distinto.
L'esser ÷ÈãåÉùÑ kadosh, l'esser santi vuol dire non tanto corrispondersi a un modello astratto, esterno, ideale a cui confrontarsi e imitare, ma esser santi, esser kedoshim, vuol dire essere profondamente se stessi: realizzare il progetto del Sé che ci portiamo dentro.

E Gianfranco Tedeschi ripeteva sempre Rabbi Sussja che, prima di morire diceva: "nel mondo a venire non mi si chiederà perché non sono stato îÉùÑÆä Moshé, non sono stato Mosé, non son stato Abramo. Mi si chiederà perché non sono stato Sussja, me stesso.

E io sono sicuro che a questa domanda Gianfranco Tedeschi potrà dire: "Io sono stato Gianfranco Tedeschi. Io ho realizzato il progetto del Sé. Io ho realizzato la mia peculiarità, la mia unicità."

Allora, come nella tradizione ebraica si parla di ìÄîÌåÌã limmud, di studio, d'aiuto per innalzare l'anima della persona scomparsa, io queste parole, che dirò insieme a voi su questo tema da Babele a Gerusalemme
- tema affascinante, io ringrazio penso Innocenzo che l'ha formulato non so chi, ma lo trovo affascinante, estremamente stimolante -
dedico all'anima, alla ðÀùÑÈîÈä neshamà di éÄùÑÇòÀéÈä Ishahià , era il suo nome ebraico,

Isaia Gianfranco Tedeschi


æÄëÀåÉðåÉ   ìÄáÀøÈëÈä Che il suo ricordo sia per noi di benedizione.


Camaldoli - XXIV Colloquio ebraico cristiano



ascolta Yoav Dattilo, psicologo e psicoterapeuta, docente e didatta della Società Italiana di Psicosintesi Terapeutica

ascolta la voce e leggi le parole di Yoav Dattilo
registrazione del giorno 5.12.2003


simbolo della comunità monastica di Camaldoli
comunità monastica di Camaldoli - Italia © 2002
sacro eremo di Camaldoli   52010 Camaldoli - Arezzo eremo@camaldoli.it
monastero di Camaldoli      52010 Camaldoli - Arezzo monastero@camaldoli.it
monastero S. Gregorio al Celio  00184 Roma, piazza S. Gregorio al Celio 1 sangregorio@camaldoli.it