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Ma il Secondo Testamento, appunto, trova le sue sponsor tra le donne (le sponsor perché no?): le vedove.
I seguaci sono pescatori, sono schiavi, povera gente.
"Beati i poveri" - dice Gesu - rovesciando la logica imperialistica dei Romani.
"Beati i miti perché possiederanno la terra", parlando di un possesso - addirittura stravolgendo il linguaggio.
Gesù stravolge il linguaggio; ma già tutto era preparato nel Primo Testamento.
Lo stravolgimento del linguaggio: Gesù parla di un possesso disarmato, di un possesso che non passa per la ricchezza, di un possesso diverso lo definiamo spirituale, ma certamente molto concreto, molto reale: "non come quello del mondo".
"Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili - dice Maria nel Magnificat, la prima grande profeta del Secondo Testamento, prima di Giovanni Battista nel Vangelo di Luca - ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote".
La profezia è un euangelion.
La profezia è prima di tutto una buona notizia.
E' un annuncio di misericordia, di riscatto, di salvezza.
Per chi?
Per Abramo, per le promesse fatta ad Abramo.
"Ha soccorso Israele suo servo ricordandosi della sua misericordia ... delle promesse fatte ad Abramo" (Lc 1, 46, 55).
Il profeta e il custode della memoria: della memoria di Dio, della memoria della fedeltà di Dio.
Le due Scritture contengono - a me sembra, così in maniera empirica - una specie di trattato di consolazione per chi nonè già consolato con le proprie risorse; per qualcuno la cui esistenza è voluta sulla terra e salvaguardata da un Dio del cielo perchénon c'è nessuno che lo faccia sulla terra.
Proprio in virtu della piccolezza di Israele, Dio si ricorda di lui e si lega a lui con una alleanza eterna (Deuteronomio 8)
La Bibbia porta il messaggio non solo di chi non èonnipotente, come l'imperatore, ma addirittura per chi è del tutto impotente: si pensi al Servo del Signore in Isaia, o in Gesù sulla Croce.
Immagini che contengono un messaggio di riscatto semmai proiettato, oh ma proprio da leggere con occhi profetici: dove vedo in quel Servo del Signore, i testimoni del Servo del Signore nel IV canto di Isaia dicono
"A noi sembrava che fosse maledetto, che fosse reietto e invece no, poi ci siamo accorti ..."
Hanno avuto bisogno di occhi profetici per vedere dentro, vedere dietro: questa è la profezia.
Vedere dentro più che anticipare quello che accadrà.
Vedere intus legere. Ecco perché la profezia è un esercizio dell'intelligenza.
Intus legere: questa è la profezia!
E allora: questo riscatto, se c'è l'idea di un riscatto nel Servo del Signore - c'è perche poi è scritto "i re si piegheranno, si inchineranno a lui" o se c'è un riscatto per Gesù sulla croce e quindi per tutti quelli che sono sulla croce come lui - tutti gli uomini che muoiono ogni giorno perché testimoniano un messaggio di pace, un messaggio di giustizia, di amore -
se c'è un riscatto, questo riscatto è proiettato in un futuro da venire, perché negato su questa terra.
Ed ecco Gesù con il suo discorso programmatico di Luca 4, versetto 18 che fa rieccheggiare naturalmente le parole di Isaia e annuncia il tanto atteso "anno di grazia del Signore", su cui il popolo oppresso dagli stranieri ormai avvilito e umiliato quasi disperava.
Lo spirito del Signore è su di me
mi ha mandato ad annunciare ai poveri un lieto messaggio
Ruba le parole di Isaia
Ai prigionieri la liberazione, ai ciechi la vista per rimettere in liberta gli oppressi.
Questo è quello che gli autori, gli esegeti chiamano nel vangelo di Luca, "il manifesto programmatico" di Gesù nel vangelo di Luca.
Con questo programma Gesù rendeva il sogno, quel sogno, di una felicità visibile - come visibile non si sa, ma insomma visibile, possibile - Gesù veniva a confermare la volontà di quel Dio che sin dal principio, con Mosé, aveva voluto
che, un popolo di senza terra, avesse una terra.
Aveva voluto rendere a un gruppo di schiavi la dignità della persona umana.
Essere libera, questo dice in Esodo. L'Esodo fonda un'antropologia: che tutti gli uomini sono nati liberi
prof. Rosanna Virgili, Istituto Teologico Marchigiano - Ancona e Fermo
Camaldoli - XXIV Colloquio ebraico cristiano
[registrazione del giorno 5 dicembre 2003]
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