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Abbiamo detto che la profezia è un'istanza critica: raccogliamo un invito.
Bellissimo! In Isaia, 1:18
Dio che parla ai suoi figli ribelli. Dopo aver fatto un discorso tremendo - io non vi voglio più vedere qui nel tempio perché proprio mi son venute a nausea le vostre funzioni - alla fine Lui dice: "Su venite discutiamo", "Su venite discutiamo"
E se fosse sicuro, se Dio fosse in possesso di una verité, a sua volta insindacabile, non avrebbe detto "Su venite discutiamo".
E' come se Dio insomma davvero scegliesse una via di mediazione: che vi pare?
"...discutiamo", a me piace questa traduzione in italiano
Facciamo cioè risorgere le parole - questa è l'arte della profezia - far risorgere le parole cioè lo strumento con cui Dio ha creato il mondo e l'eredità che ha dato all'uomo perché la più grande eredità sono le lingue, le parole.
E quindi superiamo Babele.
Perché ? Che cosa era brutto a Babele? Che tutti parlavano un'unica lingua!
Non ècosì che che fa la pace, non è così che si può dialogare!
lo dice molto bene il vostro Levinas. Noi purtroppo abbiamo fatto nostri tanti autori ebrei.
Levinas dice che il mantenimenrto di una distanza è la condizione di un dialogo.
Il dialogo non può prescidere dalla distanza. Ben vengano perciò le distanze, cioè le lingue
Per me la Pentecoste, per noi cristiani.
Che cos'era la Pentecoste?
Ognuno parlava la sua lingua e gli apostoli riuscivano a dire -- non conoscevano sicuramente perché non erano così dotti - non le conoscevano, ma riuscivano a parlare nelle lingue di ciascuno.
prof. Rosanna Virgili, Istituto Teologico Marchigiano - Ancona e Fermo
Camaldoli - XXIV Colloquio ebraico cristiano
[registrazione del giorno 5 dicembre 2003]
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