L’interesse dei monaci camaldolesi per l’ecumenismo è stato frutto delle sollecitazioni del Concilio Vaticano II.
Le linee perseguite da Camaldoli corrispondono a quelle già indicate dal papa Paolo VI nella sua Enciclica Ecclesiam Suam.
Il programma ecumenico, concepito fin dall’immediato dopo-Concilio, comporta un progressivo ampliamento di orizzonti di interesse verso l’esterno della comunità.
Un primo ordine di interesse è quello intra-ecclesiale, orientato all’accoglienza dinamica delle diverse sensibilità presenti nella chiesa cattolica post-conciliare.
Segue l’apertura al mondo delle chiese e comunità cristiane e l’attenzione tutta particolare all’ Israele di oggi.
In successione si è sviluppato un dialogo con le cosiddette ‘religioni non cristiane’ o ‘fedi viventi’.
La natura dell’interesse ecumenico di Camaldoli è squisitamente spirituale.
I monaci camaldolesi considerano l’apertura all’ecumenismo e al dialogo parte integrante della loro stessa vocazione e dunque se ne tiene conto durante il periodo di discernimento dei candidati alla vita camaldolese.
Trattandosi di ecumenismo spirituale non si da’ molta importanza a iniziative particolari, ma si cerca che in ogni iniziativa pastorale, condivisa dalla comunità camaldolese, non manchi mai una squisita sensibilità ai problemi dell’ecumenismo e del dialogo.
Vita Monastica

la rivista della comunità monastica di Camaldoli è lo spazio appropriato in cui lo spirito ecumenico e l’apertura al dialogo dei camaldolesi si esprimono come forma educativa anche per gli amici e i simpatizzanti.
E' tradizionale per i camaldolesi la collaborazione con il SAE (Segretariato Attività Ecumeniche).