L’attenzione alla tradizione viva di Israele è parte integrante dell’ecumenismo camaldolese.
La fede di Israele è concepita come fede portante indispensabile dello stesso edificio della chiesa: “Gesù è ebreo e lo è per sempre” e la chiesa è ramo innestato sul tronco originato dalla radice santa dei patriarchi di Israele.
La sensibilità verso l’Israele vivo, si è acuita a Camaldoli negli anni post-conciliari sfociando nella organizzazione annuale dei Colloqui ebraico cristiani a partire dal 1980. La celebrazione dei Colloqui avviene all’inizio del tempo liturgico dell’Avvento perché in quel periodo si condivide meglio l’atteggiamento ‘spirituale’ dell’attesa del giorno del Signore che caratterizza simultaneamente la fede di Israele e della Chiesa.
L’atmosfera dei Colloqui ha favorito un’espansione di interessi verso gli ebrei italiani da parte dei cristiani con conseguente nascita e sviluppo di nuove a
Amicizie ebraico-cristiane in diverse città italiane.
Nel bollettino dell’Amicizia ebraico-cristiana di Firenze, voluta da Giorgio La Pira e Jules Isaac fin dal 1948, è possibile seguire le attività dei gruppi di ebrei e cristiani che lavorano in Italia alla costruzione di rapporti di amicizia e di stima reciproca nello spirito del documento conciliare
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