7 dicembre 2003
canti delle comunità sefardite e yemenite
Il popolo ebraico ha sempre coltivato un rapporto con la musica, fin dai tempi più remoti, in particolare dopo la distruzione del Tempio, che ha originato la grande diaspora (70 d.C.).
La lettura della Bibbia veniva concepita musicalmente, tanto che si arrivò a codificarne con segni grafici l'andamento musicale, inteso non come semplice ornamento, ma come parte integrante del significato profondo del testo.
Cantillazione biblica, creazione di poemi cantati, a carattere religioso (piyutim), scaturiti dal desiderio di espressione di preghiera personale; poesia semireligiosa e ancora quella laica, con i temi classici del ciclo della vita: nascita, circoncisione, matrimonio, amore, nostalgia ..... In tutti i casi il canto accompagna i momenti più significativi della vita delle comunità ebraiche.
Questa ricchezza si tramanda dunque da tempi lontani, lasciando grande spazio alla creatività degli interpreti.
E come lingue, tradizioni, modi variano nell'attraversamento di terre diverse, così le interpretazioni si colorano delle culture dei luoghi in cui si manifestano. ...
(Testo di Evelina Meghnagi, dalla documentazione del suo disco Di voce in voce (2001)
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