Anche Camaldoli, come tutta la tradizione monastica, ha tenuto in grande considerazione il libro, perché è la fonte primaria della memoria: memoria di Dio nelle Scritture, memoria del patrimonio culturale dell'umanità.
In passato i monasteri furono centri di trascrizione dei codici antichi (scriptoria).
Con l'avvento della stampa, fu curato anche il restauro dei libri e furono fondate anche le tipografie monastiche (talune di dimensioni rilevanti) per tramandare la propria storia.
Camaldoli, già all'inizio degli anni Trenta del Novecento, ha potuto rinnovarsi profondamente anche grazie alle cura editoriale dei libri, in due direzioni: edizioni in proprio ( vedi le Edizioni Camaldoli e la rivista Vita Monastica ) e collaborazione con altre case editrici per la divulgazione spirituale.
Attualmente, in particolare, alcuni monaci dirigono la Collana Quaderni di Camaldoli presso le Edizioni Dehoniane di Bologna.
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