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  17 gennaio - testo 03



Una strana festa di nozze
(II domenica del Tempo ordinario)
dal Vangelo secondo Giovanni: 2,1 - 12




Il brano di Giovanni di questa domenica ci presenta una festa di nozze un po’ strana. Sembra quasi si parli solo degli invitati! Ma dove sono i veri protagonisti di una festa di nozze: lo sposo e la sposa? Lo sposo fa una brevissima comparsa, la sposa è totalmente assente, o almeno così sembra, dal testo del Vangelo di Giovanni.

In realtà se leggiamo bene il testo i protagonisti non mancano, ma anzi sono centrali… basta scoprirli.

Chi è la sposa?
La sposa è Sion-Israele rappresentata dalla madre di Gesù, della quale il testo ci dice che essa è già alla festa, quando arriva Gesù l’invitato.
La madre di Gesù è chiamata “donna”, termine che in greco indica certo la donna in genere, ma soprattutto la “donna sposata”. La madre di Gesù rappresenta nel racconto la Sposa, il popolo di Israele che nella Bibbia è raffigurato attraverso l’immagine della Sposa di YHWH.
Il nostro testo allora, lo comprendiamo subito, intende parlare del rapporto tra Dio e il suo popolo, ma anche tra Dio e l’umanità. Ci vuole dire che con la venuta di Gesù, questa storia travagliata, fatta di fedeltà e di infedeltà, di slanci e di cadute… giunge ad una svolta decisiva.

Ma chi è lo sposo?
E’ Gesù? Nel testo non si dice. Gesù appare come un invitato alle nozze, non come lo sposo.
Nel testo lo sposo c’è! Fa una fugace ma centrale ap-parizione.
E’ il “maestro di tavola che lo chiama” e gli dice: "Ognuno offre da principio il vino buono e, quando si è brilli, quello meno buono. Tu, invece, hai conservato il vino buono fino a questo momento". Lo sposo è Dio stesso al quale il popolo/sposa si rivolge con stupore, perché si accorge con meraviglia dei doni che egli ha conservato per l’amata fino alla fine. E questo dono è Gesù stesso… in lui avviene il compimento.
In bocca al “direttore di tavola” viene posta la proclamazione che in Gesù, colui la cui Parola, ha trasformato in vino l’acqua delle giare, "Dio, dopo aver a lungo atteso, ha esaudito il desiderio profondo di Israele" (X. Leon-Dufour).

In questo testo in modo molto chiaro viene proclamata l’unità del disegno salvifico di Dio e l’unità dell’alleanza.
Ci sono tappe differenti nella storia della salvezza ma unica è l’alleanza che Dio stringe con l’umanità.
Nel simbolo dell’acqua divenuta vino è l’intera storia della salvezza che viene rappresentata come un’unica storia. L’acqua rimanda al dono della creazione, all’alleanza con Noè che Dio stringe con l’intera umanità…
Questa acqua, dono della creazione, viene raccolta da Israele nelle giare di pietra per la purificazione dei giudei.
E’ l’alleanza con Abramo e con Mosè… Quest’acqua raccolta da Israele diviene a sua volta nell’ora di Gesù una “nuova Alleanza” (Ger 31,31-34) che Dio definitivamente stringe con Israele e anche con l’intera umanità.


Matteo Ferrari
monaco di Camaldoli
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