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Dopo la II domenica del Tempo ordinario C, che in qualche modo ha “completato” la celebrazione del mistero della manifestazione del Signore con il brano della nozze di Cana, con la III domenica inizia il vero e proprio cammino del Tempo ordinario che ci conduce sulla strada dietro a Gesù nel suo cammino verso la Pasqua. Il Tempo ordinario diviene così per eccellenza il “sacramento” della sequela cristiana sulle orme del Signore. E’ un tempo già “pasquale” perché in ogni passo del Figlio di Dio fatto uomo si manifesta nel “frammento” l’intero mistero della Pasqua.
Le letture di questa domenica hanno un “carattere iniziale”. Infatti troviamo “uniti” due brani del Vangelo di Luca che, in modo differente, sono “programmatici” per il terzo Vangelo: il prologo (1,1-4) e l’episodio nella sinagoga di Nazareth (4,14-21).
Da questi testi, e dalla prima lettura tratta dal libro di Neemia che li introduce, possiamo soffermarci un attimo a riflettere sul senso della lettura/proclamazione delle Scritture per la vita della Chiesa e dei singoli credenti. Questi testi infatti costituiscono in qualche modo una “autopresentazione” del Vangelo di Luca.
Nel breve spazio del “settimanario” ci soffermiamo unicamente su un particolare. Ciò che avviene nella sinagoga di Nazareth non può essere letto separatamente dalla menzione dello Spirito Santo che troviamo all’inizio del brano, nel sommario del v. 14 che descrive velocemente il “ministero di Gesù” nella sua patria.
La lettura delle Scritture può diventare “oggi” solo se avviene “nella potenza dello Spirito Santo”. Senza lo Spirito la Bibbia “rimane” un libro come tanti altri; senza lo Spirito – scriveva il patriarca Ignazio di Laodicea – "Dio è lontano, Cristo resta nel passato, l'evangelo è lettera morta, la chiesa una semplice organizzazione, l'autorità dominio, la missione propaganda, il culto una semplice evocazione e l'agire cristiano una morale da schiavi". Solo grazie allo Spirito "l'evangelo diventa potenza di vita".
Così il nostro brano si apre mettendo subito in primo piano, anche se attraverso un riferimento fugace, uno dei protagonisti di questo episodio del Vangelo di Luca, dell’intero ministero di Gesù, ma anche della vita di ogni comunità e di ogni credente. Questo riferimento allo Spirito è legato innanzitutto all’evento del Battesimo che costituisce l’investitura messianica di Gesù e l’inizio del suo ministero, ma è anche legato alla Pentecoste che segna l’inizio della vita della Chiesa.
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