|
Gesù è in cammino verso Gerusalemme “decisamente “. Vuol portare a termine con determinazione e perseveranza il compito ricevuto dal Padre. Già
precedentemente Luca aveva parlato delle condizioni della sequela, incentrate sulla disponibilità a perdere la propria vita per riaverla (Lc 9,23-26). Chi
accetta l’impegno di seguire Gesù non deve farsi illusioni, deve ben ponderare il rischio. Come si vede Gesù non vuole fare il viaggio da solo, ma seguirlo
comporta decisioni drastiche e vitali. I tre casi riportati ne sono una rivelazione.
I tre episodi riportati da Luca sono tre casi tipici che hanno valore universale.
Nella prima scena l’iniziativa di una sequela incondizionata viene dall’uomo “io verrò con te ovunque andrai”. Gesù risponde con una frase che richiama un
proverbio, ma nel contesto ci rivela il destino di Gesù che dà tono e
significato al proverbio stesso. Gesù non ha ove posare il capo, non perché non
abbia una casa, almeno quella degli amici ce l’ha. Ma è profugo e ramingo perché è rifiutato dai compaesani, dai Samaritani e infine lo sarà dai Giudei.
La sua vera povertà è l’insicurezza umana, la situazione precaria in cui si
trova nella sua missione. Chi si pone quindi al suo seguito condividerà questo destino di insicurezza, e di provvisorietà senza certezze di strutture protettive.
Nella seconda scena l’iniziativa passa a Gesù: “Vieni con me “! L’uomo si
trincera dietro il dovere della assistenza e della sepoltura del proprio padre. La risposta di Gesù non entra in una casistica di doveri, ma apre una prospettiva nuova. La sua parola paradossale “lascia che i morti seppelliscano i loro morti“ non intende mettere in discussione i doveri di pietà familiare, ma apre il discepolo ad una nuova missione. Infatti nella situazione umana priva di visione futura, di fronte al decesso fisico non rimane che un atto di pietà verso i resti mortali. Ma chi segue Gesù, chi è impegnato nel Regno di Dio, di fronte allo sfacelo della morte fisica, può annunciare la buona novella che i morti risorgeranno.
Anche l’ultima sentenza è, come la prima, una risposta ad una domanda di sequela. La esigenza di Gesù è ancora una dedizione completa, incondizionata,
improcrastinabile, irreversibile. L’annuncio del Regno non tollera ritardi, ripensamenti nostalgici. La rottura con il passato e l’impegno per il nuovo futuro devono essere totali....
Certo Gesù non ci chiede di fare gli stravaganti. Egli ci chiede di seguirlo nelle situazioni concrete e socio-culturali in cui viviamo.
Si tratta di seguire Gesù nel cammino dell’amore e della donazione. Camminare con impegno, nonostante gli ostacoli, con speranza nonostante le apparenti delusioni o
contraddizioni, sempre pronti alla testimonianza, ad essere lievito e luce nel mondo. Senza scaricare le proprie croci sugli altri, ma piuttosto cercando di sollevare con serenità quelle degli altri....
|