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  14 febbraio - testo 07



Luca 7,36 - 50: l’esperienza del perdono del Signore




Questa narrazione è un capolavoro di arte lucana al servizio di un tema molto caro a Luca: l’accoglienza e il perdono dei peccatori da parte di Gesù (Lc.15).
Il tema poi si colora di una certa delicatezza e simpatia, perché la protagonista è una donna, una nota peccatrice del luogo. Gesù è ospite di un fariseo puritano. Il debitore che ama poco è proprio questi perché ha fatto un esperienza limitata di perdono, anzi come fariseo non ne sentiva nemmeno il bisogno.
La sentenza di Gesù è esplicita: “Per questo ti dico, i suoi molti peccati le sono stati perdonati perchè ha molto amato”, dato che ha dimostrato un sì grande amore. Il gesto della donna viene ad essere così l’espressione di un amore riconoscente perché ha ricevuto il perdono. Come è anche vero che il grande perdono offerto alla donna è frutto e risposta al grande amore manifestato da lei nei confronti di Gesù.
Ciò che vuol esprimere Luca è che c’è un intimo legame tra il perdono dei peccati e l’amore generoso, anche verso i fratelli, perché tutti abbiamo esperimentato la misericordia del Padre.

E’ evidente la istruzione alla comunità. Nella fede c’è la radice profonda del perdono, che è salvezza, piena comunione di vita con Dio. La salvezza infatti è nel perdono di Dio preparato dalla fede, prodotto dall’amore, accolto e confermato nella pace. Il pentimento cristiano infatti è sensazione di aver trascurato l’amore di Dio. Quindi è più che un semplice rincrescimento o abbattimento o angoscia.Tutto ciò può colpire anche un non credente quando ha fatto del male. Il pentimento cristiano esige la fede, ”la tua fede ti ha salvato“dice Gesù alla donna. Nel pentimento infatti è implicita la fiducia nel perdono, l’esperienza della misericordia del Padre.

La peccatrice si sente già perdonata prima ancora di incontrare Gesù. L’incontro con Gesù è la conseguenza di un incontro già avvenuto nell’intimo.

La “piccola giustizia” di Simone scompare di fronte alla pienezza di amore con cui questa povera donna si avvicina a Gesù. Non è facile sentirsi peccatori sinceramente, è grazia.
Spesso siamo anche noi come Simone il fariseo, irrigiditi nella nostra “piccola giustizia“ di cui cerchiamo di farci scudo. E’ solo alla luce della misericordia di Dio, cioè solo quando sentiamo l’amore di Dio che ci avvolge con la sua misericordia, che ci possiamo sentire peccatori e solo allora il nostro cuore si apre al vero pentimento.
E’ l’esperienza della benevolenza di Dio, tema fondamentale biblico.


Bonifacio Filippetti
monaco camaldolese
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