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"Plasmare" è il verbo che utilizza questo versetto della Scrittura riferendosi all'azione primordiale di Dio: Dio usa le mani, come fa il vasaio, per creare l'uomo e collocarlo nel giardino di Eden che lui stesso ha piantato, allo stesso modo con cui collocherà il suo popolo, Israele, nella Terra promessa. Come nota il grande biblista Louis Alonso Schökel, mentre in Gen1 Dio viene presentato come un "poeta", crea cioé con la sua parola, e poi che ordina, separa e divide l'insieme della creazione, in Gen 2 siamo al cospetto di un Dio "artigiano", dalla perizia antica e, insieme, un Dio vicino alla realtà materiale e alla sua creatura prediletta, l'uomo.
Di certo qui non siamo al cospetto di un Dio della mitologia, che mai si azzarderebbe a sporcarsi le mani con l'uomo! Dio non crea l'uomo sotto l'esclusivo profilo biologico, fisiologico. Esiste una relazione primigenia, spirituale, profonda tra Dio e la realtà. Egli mette lo spirito nella carne umana come parte di sé, come propria partecipazione intima alla vicenda umana significata in quel soffio di vita che un commentario medievale interpretò come il bacio di Dio.
C'è nel portale meridionale della cattedrale di Chartres un'immagine della creazione che è la più riconoscibile ed è chiamata Le beau Dieu de Chartres. C'è Dio creatore che ha l'effige di Gesù, è un bell'uomo trentenne, anche molto elegante, con i capelli ben curati che sta mettendo le mani dentro un ammasso d'argilla e componendo il viso di Adamo. Adamo non è ancora vivo, ha la testa appoggiata, come un manichino, sulla mano di Gesù-creatore collocata più in basso e Gesù con la mano superiore gli fa una carezza.
E' commovente questo Dio che impasta ed accarezza insieme, questo Dio così potente ed insieme così vicino. Appena dopo essere stato creato, per Adamo il testo di Genesi 2 prepara due importanti sfide, due scommesse. La prima proviene dal fatto che lui, giovane, solitario e spensierato eroe si ritrova davanti qualcuno che non è se stesso, che è totalmente diverso, altro da sé. Adamo deve nascere realmente anche nella realtà sociale ed essere riconosciuto da qualche altro. L'altra grande sfida sarà il discernimento tra il bene e il male.
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