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liturgia delle Ore
un rito improduttivo


liturgia monastica



per saperne di più



i monaci si radunano e sostano prima della liturgia delle Ore
statio dei monaci
prima della liturgia delle Ore
E' suonata la campana per la preghiera

Per le comunità monastiche camaldolesi, che, ricordiamo, appartengono all'Ordine di san Benedetto, quattro volte al giorno suona la campana della preghiera comune, altrimenti detta "Ufficio divino" nella Regola del S.P. Benedetto ("nulla sia anteposto all'ufficio divino": cap. 43,3), e oggi definita "Liturgia delle Ore" dalla riforma liturgica promossa dal Concilio Vaticano II

  • Ufficio delle Letture o Notturno (poco prima dell'alba)
  • Lodi
  • Ora Media
  • Vespri

    La Liturgia delle Ore è un rito improduttivo: si perde del tempo, per riceverlo come un dono.
    Ad ore fisse s'interrompe il ritmo scandito dall'orologio, per ritrovare il tempo come occasione di grazia, perché visitato dalla presenza eterna di Dio.


  •  i monaci pregano in coro
    liturgia delle Ore
    i monaci pregano in coro

    Perché i monaci vanno a pregare in coro?

    Com'è noto, tutta la Chiesa è chiamata alla Liturgia delle Ore, ovvero alla preghiera nel ritmo del tempo.
    Soltanto che diverse comunità religiose, e i monaci in particolare, sono tenute a celebrarla insieme.
    In un luogo chiamato "coro" (che può essere dentro o fuori la chiesa maggiore), la comunità monastica "si fa coro" nel canto dei salmi per lodare e ringraziare Dio, al quale offre il resto della giornata trascorsa con i fratelli e le sorelle nel lavoro e nel servizio.
    Pregare in coro mostra il duplice volto della fede in Dio: pregare significa fidarsi di qualcuno.
    Il credente deve imparare questo fidarsi di Dio, vivendo lo spazio corale basato sulla fiducia.


    organo e musica durante la liturgia

         organo, musica e liturgia



    la chiesa - raccordo fra spazio monastico 
e spazio degli ospiti
    la chiesa raccorda lo spazio
    monastico e degli ospiti

    Il coro è un luogo aperto

    Una comunità monastica che appartiene all'Ordine di San Benedetto tiene la preghiera corale sempre aperta agli ospiti che tutto l'anno desiderano condividere questo tempo.
    Ed è esperienza rigenerante quando diventa il momento prezioso attorno al quale ruota la giornata sia dell'ospite che del monaco: silenzio-ascolto della parola di Dio-dialoghi personali-lavoro.
    Qui si incrociano le rispettive attese, qui trovano "pace" misteriosamente tutte le passioni individuali e le tensioni del mondo intero. Non sarebbe nemmeno concepibile un'esperienza di Dio separata dalla storia, almeno secondo le Sacre Scritture ove il Padre di Gesù Cristo ci rivela il suo amore fedele ed eterno nel dono dello Spirito Santo.


    Il desiderio del coro

    La familiarità della comunità monastica con la preghiera corale è uno dei motivi per cui ospiti e pellegrini chiedono di trascorrere del tempo in un eremo o ad un monastero.
    A Camaldoli, come altrove, si tenta di praticare il proposito di una vita monastica ove ognuno cerca la "pace del cuore", che è meglio intendere come unità tra sé e Dio, tra sé e il mondo, tra sé e gli altri.
    Tuttavia, il proposito si fonda sulla grazia della preghiera, perché nessuno può illudersi circa la durata della propria o altrui pace. Incessantemente ognuno deve invocarla dall'Eterno amore che si riversa ogni giorno nel flusso della vita quotidiana.
    Con la preghiera corale ognuno sostiene l'altro nelle alterne vicende della storia.




    i monaci pregano cantando i Salmi

          i monaci cantano i Salmi


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