S. Eremo di Camaldoli, 6 agosto 2026

Ordinazione presbiterale di Adajkalam

Oggi, nella Festa della Trasfigurazione a cui è dedicato questo S. Eremo, siamo riuniti introno all’altare del Signore per celebrare ciò che egli continua a operare nella Chiesa e nella nostra comunità.

Ringraziamo il Signore per il dono della vocazione di Adajkalam, per la sua disponibilità a servire il Signore e la Chiesa, lasciandosi “trasfigurare” da suo Spirito, come monaco e oggi anche come presbitero.

Ringrazio il Vescovo Andrea per essere qui con noi. Quasi 1000 anni fa il Vescovo di Arezzo Teodaldo consacrò al Santissimo Salvatore questa Chiesa. Ti ringraziamo per la tua presenza, per la tua amicizia. La tua presenza oggi in mezzo a noi, nell’imposizione delle mani e nella preghiera di ordinazione, è segno tangibile che ciò che viviamo non viene da noi, ma è un dono da accogliere, non è per noi ma è per tutta la Chiesa.

Il nostro pensiero grato non può non andare oggi anche alla comunità di Adajkalam, Shantivanam in India. La sua ordinazione qui a Camaldoli, nella casa madre, è segno di comunione di tutta la Congregazione, come una sola famiglia monastica che cammina nella sequela del Signore, nulla anteponendo all’amore di Cristo.

Ricordiamo anche la famiglia di Adajkalam, che non può essere presente in mezzo a noi oggi per vari problemi, anche di salute. Li ricordiamo tutti nella preghiera e siamo in comunione con loro.

E ora entriamo nella celebrazione nella preghiera e nell’ascolto perché la luce del Tabor possa trasfigurare anche la nostra vita personale  e comunitaria, per renderci sempre più discepoli e discepole del Signore capaci di vivere la vita non come possesso, ma come dono, non per essere serviti, ma per servire.

Dom Matteo

Priore Generale